domenica 15 agosto 2010

la calata di Umberto da Cassano

Cala dall’Alpi un vichingo canuto

reca un vessillo di rosa camuna,

dicon sia brillo ma è desto e forzuto

anche se parla con qualche lacuna.

Corre dal principe ed imperatore ,

uomo colpito d’atroce sfortuna

qual raggirato da quel traditore,

che una modesta milizia raduna.


Schiuma di rabbia nel timor d’impasti

(se vinto Silvio il vichingo digiuna),

paventa truppe di prodi nefasti

pronte a marciare rabbiose su Roma.

Silvio s’accoda nel chiedere voto,

(truppe gianfranche son qualche decina),

compra dei fanti per colmare il vuoto,

sottrae denari per qualche puttana.


Plebe distratta dal sole d’agosto

più non s’avvede di tale manfrina,

par che non vedan che’l principe è imposto

succubi ormai di sua triste dottrina.

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