giovedì 30 settembre 2010

Nerone


La capitale brucia lentamente
e lui se ne sta in cima al Palatino,
ostenta quel sorriso da cretino
e la cravatta da rappresentante…

le lire le ha suonate tutte quante
e più non serve neanche il predellino,
ormai s’è già capito il suo destino
il suo senato è troppo scalpitante;

non troverà cristiani da incolpare
(congiura maturò tra le sue fila)
tra chi si dipingeva suo compare
un nuovo generale si profila.

Senza l’aiuto di quel traditore
la cara maggioranza si mutila
e perde il capofila
e adesso l’han capito anche i plebei,
non gode più il favore degli dei,

non fossero correi,
il triste generale ammutinato
e poi l’imperatore trapiantato
(ladrone patentato)
avrebbero mangiato altri tre anni…

invece smetteranno di far danni!


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