giovedì 22 marzo 2012

IL MANIFESTO CINICO E BARO



-Prendere in giro le persone è lecito e giusto.

-Le battute hanno un significato.

-Se è politically correct non fa ridere e  rischia di scadere nel bacchettonismo.

-Se me l’aspettavo non fa ridere.

-Se non fa ridere non fa ridere.

-Se mi becco un denuncia sono cazzi miei.

-Se non è satira ma fa ridere in maniera intelligente va bene per allungare la minestra, “stocazzo” non fa ridere.

-In certi casi il turpiloquio sollecita ilarità, mai di per sé

-Bestemmiare è giusto e andrebbe incentivato in età prescolare.

-Scherzare sulle tragedie è giusto, anche qualora personalmente coinvolti. Chi non lo fa sbaglia.

-Infierire sugli innocenti è sbagliato. 

-Infierire sui colpevoli è giusto, anche se sono già al tappeto.  
     
-La verità non c’è, il buonsenso sì: Berlusconi è un delinquente, chi dice il contrario sbaglia (oppure è colluso).

-Nessuno può dire quello che è giusto e quello che è sbagliato. 

-Il rispetto che si deve alla categoria “ donne”(per esempio) non fa di certe ex-ministre delle non puttane.

-L’arte della comunicazione in genere serve a far cambiare idea agli altri, non ad esibire agli uni quanto grosso è il proprio membro, se la satira non è fruibile rischia di diventare inutile.

-Si può adoperare la propria persona per prendere in giro gli altri, scrivere "frocio" non significa essere omofobo.

-Nei tormentoni, giochi di parole, scioglilingua, pasquinate e affini non c’è niente di pregiudizialmente “sbagliato” purché siano efficaci e facciano ridere.

-I consigli della (fu) palestra di (fu) Daniele Luttazzi da Sant'Arcangelo di Romagna (RN) sono saggi, ma vanno solo saputi , non seguiti pedissequamente.



2 commenti:

  1. aggiungerei solo una cosa:

    - capitombolo

    solo perché è una parola che mi è sempre piaciuta...

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  2. -CULINARIA
    solo perché è riconducibile a tante cose

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